La codificazione a buon mercato da alcool dindirizzo

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Khalil Gibran - La voce del maestro. Capitolo 4 La gestione dei rifiuti sanitari in Friuli Venezia Giulia 4. Allegati Allegato 1 Contenuti minimi del capitolato per lesternalizzazione del servizio integrato di gestione dei rifiuti prodotti dalle aziende sanitarie regionali.

Allegato 3 Esempio di nota informativa per i pazienti esterni o dimessi sottoposti a test diagnostici e a terapia con radiofarmaci Allegato 4 Esempio di procedura per la gestione dei rifiuti potenzialmente radiocontaminati. Allegato 5 Valutazioni di radioprotezione per il personale sanitario che gestisce pazienti degenti trattati con radio farmaci. Appendici Appendice 1 Il Servizio sanitario regionale A. Appendice 2 La produzione di rifiuti sanitari A. Capitolo 1 Introduzione La complessit della gestione dei rifiuti interessa la societ per limpatto economico, ambientale e sociale che ha su di essa.

La gestione dei rifiuti sanitari, che comporta problematiche complesse sia per chi li produce che per chi li gestisce, ha interessato non solo lopinione pubblica, ma anche il legislatore che in questo contesto ha dettato, sia con la normativa comunitaria che con la normativa nazionale, i principi secondo i quali effettuare la gestione dei rifiuti, nonch i criteri di priorit da adottare nella gestione dei rifiuti stessi.

In particolare, la gestione dei rifiuti prodotti da attivit sanitarie disciplinata a livello nazionale da un regolamento che individua quali finalit la prevenzione e la riduzione della produzione ed una gestione che favorisca il reimpiego, il riciclaggio, il recupero e lottimizzazione della raccolta, del trasporto e del trattamento dei rifiuti sanitari stessi.

Lorganizzazione del servizio sanitario in regione Friuli Venezia Giulia articolato in aziende per i servizi sanitari e in aziende ospedaliere, che si avvalgono di una rete ospedaliera regionale strutturata in ospedali di rilievo nazionale e di alta specializzazione, ospedali di rilievo regionale e ospedali di rete. Considerata la complessa articolazione del servizio sanitario regionale si pu intuire come la corretta gestione ambientale dei rifiuti sanitari sia essenziale per il miglioramento della qualit delle prestazioni del servizio sanitario regionale stesso.

Si rende pertanto necessaria lottimizzazione della gestione dei rifiuti sanitari prodotti, secondo criteri di economicit e sicurezza, sia per i cittadini che per gli operatori, nel rispetto della tutela della salute e dellambiente.

La necessit oggettiva di definire criteri gestionali unici su tutto il territorio regionale, volti al miglioramento degli attuali standard ed al supermento delle difficolt derivanti da eventuali incongruenze della normativa vigente, stata segnalata da parte delle aziende sanitarie regionali.

Per tali motivazioni lAmministrazione regionale ha intrapreso un percorso condiviso tra la Direzione centrale della salute e protezione sociale e la Direzione centrale ambiente, energia e politiche per la montagna per la predisposizione delle Linee guida regionali per la gestione dei rifiuti sanitari. Competenze della Regione Il decreto legislativo 3 aprilen. Tali piani devono disciplinare, tra laltro, anche i flussi dei rifiuti soggetti a specifiche normative comunitarie, quali i rifiuti sanitari.

Per questo motivo la redazione di un documento dindirizzo per la gestione dei rifiuti sanitari si inserisce fra le priorit della Regione Friuli Venezia Giulia, che intende non solo ottimizzare il flusso dei rifiuti prodotti dalle aziende sanitarie regionali, ma anche favorire la tutela della salute dei lavoratori, degli addetti al settore sanitario e della popolazione, seguendo il pi ampio principio della promozione di attivit umane il pi possibile rispettose dellambiente che le sostiene.

Le linee guida sono inoltre unoccasione di sintesi fra esperienze ed esigenze diverse, che confrontate tra loro permettono di migliorare la gestione dei rifiuti sanitari non solo a livello regionale, ma di singola azienda.

Infatti, le Linee guida regionali per la gestione dei rifiuti sanitari si prefiggono di essere il documento di riferimento per la gestione ottimale di questa particolare tipologia di rifiuti nonch uno stimolo per le aziende sanitarie regionali per migliorare costantemente i propri sistemi di gestione.

La stesura delle linee guida, che ha fatto emergere difficolt di applicazione della normativa statale da parte delle aziende sanitarie regionali e difformit di comportamenti causati dalla mancanza di chiarezza della norma stessa, opportunit preziosa per lAmministrazione regionale per poter intervenire con una propria norma di settore che consenta di superare le difficolt interpretative.

Percorso di redazione Per la redazione delle linee guida si scelto di seguire un percorso partecipato tra la Regione e le aziende sanitarie ed ospedaliere del servizio sanitario regionale.

A tal fine sono stati costituiti dei gruppi di lavoro che hanno coinvolto tutti i rappresentanti dei contesti organizzativi sanitari regionali, ovvero rappresentanti della Direzione centrale ambiente, energia e politiche per la montagna, della Direzione centrale della salute, integrazione socio sanitaria e politiche sociali e delle aziende sanitarie ed ospedaliere.

Le tematiche affrontate dai gruppi di lavoro sono state portate allattenzione della Regione da coloro che gestiscono direttamente e quotidianamente la filiera dei rifiuti sanitari.

Per ciascuna tematica, i gruppi di lavoro hanno avuto il compito di mettere a confronto e di esaminare le diverse esperienze e le necessit operative di ciascuno, per poter delineare gli interventi da porre in essere per unefficace ed efficiente applicazione delle normativa in materia di gestione dei la codificazione a buon mercato da alcool dindirizzo sanitari, tenendo conto della continua evoluzione legislativa.

Le indicazioni gestionali formulate dai gruppi di lavoro sono state riassunte nel Documento preliminare per la predisposizione delle Linee guida regionali per la gestione dei rifiuti sanitari ed infine riprese nelle linee guida stesse. Le tematiche affrontate dai gruppi di lavoro ed i partecipanti ai medesimi gruppi sono di seguito elencate: Gruppo 1 - Integrazione nelle procedure di gestione dei rifiuti sanitari del sistema SISTRI e di individuazione e definizione univoca di tutte le categorie di rifiuti prodotti in ambito sanitario:.

Gruppo 2 Azioni per la riduzione della produzione dei rifiuti sanitari, limplementazione della raccolta differenziata, il perfezionamento delle attivit di comunicazione e formazione e la minimizzazione dei rifiuti da avviare a smaltimento:. Gruppo 3 Problematiche connesse alla produzione di rifiuti provenienti da interventi di assistenza domiciliare. Gruppo 6 - Definizione di eventuali azioni, protocolli o accordi per la gestione dei rifiuti prodotti dalle strutture per prestazioni sanitarie esterne e dagli studi medici:.

Gruppo 4 Problematiche connesse con la gestione dei rifiuti prodotti da attivit di manutenzione:. Obiettivi delle linee guida Nel settore dei rifiuti derivanti da attivit sanitarie la Regione Friuli Venezia Giulia intende adottare politiche che si pongono obiettivi di protezione ambientale attraverso una rigorosa attuazione sia della normativa comunitaria che nazionale, finalizzata ad assicurare unefficace protezione della salute e dellambiente, ad affermare buone pratiche ambientali, nonch ad adottare, per quanto attuabili, economie gestionali.

Da questa esigenza la codificazione a buon mercato da alcool dindirizzo le La codificazione a buon mercato da alcool dindirizzo guida regionali per la gestione dei rifiuti sanitari, che intendono dare indirizzi affinch la gestione dei rifiuti sanitari prodotti garantisca, nel rispetto e nella tutela dellambiente, la maggior economicit compatibile con la massima sicurezza per i cittadini e gli operatori.

Gli obiettivi principali che le linee guida si prefiggono sono i seguenti:. Dallapplicazione delle linee guida, attraverso gli strumenti di analisi, valutazione e controllo dei processi, ci si attende un continuo miglioramento nella gestione dei rifiuti sanitari a livello aziendale.

Nellottica la codificazione a buon mercato da alcool dindirizzo prevenzione della produzione dei rifiuti, la condivisione dei contenuti tecnici delle linee guida, congiuntamente con la loro divulgazione e con una mirata formazione del personale dovranno contribuire alla riduzione dei quantitativi di rifiuti prodotti dalle aziende sanitarie regionali ed alla riduzione della loro pericolosit. Ci consentir da la codificazione a buon mercato da alcool dindirizzo parte di diminuire gli effetti negativi sulla salute e sullambiente che sono imputabili ai rifiuti e dallaltra di ridurre i costi di gestione dei rifiuti stessi.

Inoltre, a livello regionale, lapplicazione delle linee guida dovr portare alla riduzione complessiva dei quantitativi di rifiuti avviati a smaltimento finale in discarica, a fronte di un aumento del recupero dei rifiuti prodotti, ed una riduzione dei costi di gestione dei rifiuti stessi determinata dallapplicazione di corrette pratiche organizzative e gestionali. Capitolo 2 Quadro normativo di riferimento La legislazione a cui le aziende sanitarie regionali devono attenersi nella gestione dei rifiuti sanitari prodotti particolarmente complessa in quanto costituita da svariate fonti normative che regolano particolari settori.

Gli operatori sanitari devono confrontarsi non solo con il testo unico ambientale e con il regolamento che disciplina la gestione dei rifiuti sanitari, ma anche con disposizioni interdisciplinari quali le norme relative alle sostanze stupefacenti, alle radiazioni ionizzanti, agli scarichi idrici, alla tracciabilit dei rifiuti nonch ai contratti pubblici per la fornitura di lavori e servizi.

Nel seguito si analizzano le citate norme evidenziandone le relazioni con la gestione dei rifiuti prodotti dalle aziende sanitarie regionali. Tale provvedimento ha abrogato integralmente il decreto legislativo 5 febbraion. Decreto legislativo 3 aprilen. Tale normativa, in precedenza, era prevista dal d.

Ai sensi dellarticolocomma 1, lett. Larticolo del d. La stessa deve essere effettuata assicurando unelevata protezione dellambiente e controlli efficaci tenendo conto della specificit dei rifiuti pericolosi, nonch al fine di preservare le risorse naturali.

Lattivit di recupero o smaltimento dei rifiuti:. La gestione dei rifiuti, ai sensi dellarticolo del d. Il legislatore, nellarticolo del d. Gli stessi costituiscono la miglior opzione ambientale per raggiungere gli obiettivi di prevenzione generale, nonch di riduzione della produzione dei rifiuti e della loro nocivit e del massimo recupero degli stessi mediante riutilizzo, riciclo, ed ogni altra azione diretta ad ottenere da essi materia prima secondaria, compreso lutilizzo dei rifiuti come fonte di energia.

Lo smaltimento rappresenta la fase residuale della gestione dei rifiuti. Larticolo comma 1, lettera a del d. Larticolo comma 1, lettera b del d. Nel medesimo decreto allarticolocomma 1, lettera f il produttore di rifiuti definito il soggetto la cui attivit produce rifiuti produttore iniziale o chiunque effettui operazioni di pretrattamento, di miscelazione o altre operazioni che hanno modificato la natura o la composizione di detti rifiuti.

I criteri utilizzati dal legislatore per la classificazione dei rifiuti, indicati dallarticolo del d. Riguardo al primo criterio la codificazione a buon mercato da alcool dindirizzo classificazione si nota, rispetto la codificazione a buon mercato da alcool dindirizzo normativa precedente una maggior specificazione delle tipologie di rifiuti allinterno delle due fondamentali categorie dei rifiuti urbani e dei rifiuti speciali: a. Riguardo al secondo criterio i rifiuti si suddividono in pericolosi e non pericolosi: a.

Si evidenzia che ai sensi dellarticolocomma 3, lettera h del d. Il catalogo europeo rifiuti previsto nellallegato D alla parte quarta del d. Ogni rifiuto catalogato mediante lattribuzione di un codice identificativo individuato nel catalogo europeo rifiuti CER ed comune per tutta la Comunit Europea.

Lelenco strutturato in venti capitoli nei quali i rifiuti pericolosi sono contrassegnati con un asterisco. Il codice CER, nella sua struttura, composto da sei cifre che si leggono a coppie:. Stato, Regioni, Province e Comuni, secondo le rispettive competenze esercitano i poteri e le funzioni loro spettanti in conformit alla disciplina fissata dal codice dellambiente negli articoli e seguenti. Le competenze dello Stato sono suddivise in due grandi aree, una relativa alle norme di impianto generale sui criteri di intervento, di coordinamento e di indirizzo; laltra relativa alla produzione di norme regolamentari e tecniche uniformi, in aderenza al perimetro di attribuzione dei poteri, tra Stato e Regioni, delimitato dallarticolo della Costituzione.

Alle Regioni attribuito, ai sensi dellarticolo del d. Larticolocomma 3 del d. Alle Province compete, tra laltro, la programmazione e lorganizzazione del servizio di la codificazione a buon mercato da alcool dindirizzo e smaltimento rifiuti in ambito provinciale e il controllo degli interventi di bonifica e delle attivit di gestione dei rifiuti, lindividuazione delle zone idonee e non idonee per la localizzazione degli impianti.

Ai Comuni spetta infine leffettuazione della gestione dei rifiuti urbani e assimilati e la disciplina di tale gestione tramite appositi regolamenti. Nellambito dei principi di semplificazione e razionalizzazione il d. Il servizio deve essere svolto da un unico soggetto individuato a seguito di procedura ad evidenza pubblica disciplinata dal decreto legislativo 12 aprilen. In tale contesto, nel con delibera di Giunta regionale n.

Nel corso degli anni successivi stato avviato il processo di costituzione del Centro servizi condivisi che stato istituito con larticolo 18 della legge regionale 21 luglion. La struttura era stata configurata come Consorzio obbligatorio tra le aziende sanitarie regionali a cui hanno aderito anche i due istituti di ricerca e cura a carattere scientifico pubblici della la codificazione a buon mercato da alcool dindirizzo il Burlo Garofalo di Trieste e il Centro Regionale Oncologico di Aviano.

Al Centro servizi condivisi era affidata la gestione centralizzata di attivit tecniche ed amministrative individuate dalla Regione, a supporto degli enti consorziati.

Dal 1 gennaioin conformit con quanto definito allarticolo 10 dalla legge regionale 23 luglion. La la codificazione a buon mercato da alcool dindirizzo prioritaria del Dipartimento servizi condivisi quella di concentrare in gare uniche, tendenzialmente regionali, le singole richieste di esternalizzazione di servizi espresse dalle varie aziende sanitarie.

Cos operando si ottengono risparmi legati prioritariamente alla concentrazione delle complesse procedure di gara. La procedura di esternalizzazione di un servizio, da parte di una azienda sanitaria, deve svolgersi, di regola, secondo le seguenti fasi: Fase.

Linterazione tra il Dipartimento servizi condivisi e le aziende sanitarie regionali indispensabile e imprescindibile almeno nelle fasi iniziali della procedura di esternalizzazione. Sono infatti le aziende sanitarie regionali che devono individuare il fabbisogno da esternalizzare e i contenuti minimi del capitolato, a partire da quanto indicato nellallegato 1. Decreto del Presidente della Repubblica 15 luglion.

Va osservato che d. Pertanto, tutti i riferimenti al decreto Ronchi contenuti nel sopra citato d. Larticolo 1, comma 1, specifica che nella gestione dei rifiuti sanitari necessario garantire elevati livelli di tutela dellambiente, della salute pubblica e controlli efficaci e che le autorit competenti e le strutture sanitarie devono adottare iniziative dirette a favorire, in via prioritaria, la prevenzione e la riduzione della produzione dei rifiuti.

I rifiuti sanitari devono essere gestiti in modo da diminuirne la pericolosit, da favorirne il reimpiego, il riciclaggio e il recupero e da ottimizzarne la raccolta, il trasporto e lo smaltimento. Tali principi sono stati ribaditi e rafforzati nel d. Il regolamento contempla sette categorie di rifiuti sanitari provenienti da strutture pubbliche e private che svolgono attivit medica e veterinaria di prevenzione, di diagnosi, di cura, di riabilitazione e di ricerca, categorie che verranno dettagliatamente trattate al capitolo 4 delle presenti linee guida e la codificazione a buon mercato da alcool dindirizzo cui si rimanda: 1.

Sterility Assurance Level non inferiore aa condizione che lo smaltimento avvenga in impianti di incenerimento per rifiuti la codificazione a buon mercato da alcool dindirizzo. La norma identifica quale luogo di produzione dei rifiuti le strutture medesime, ai sensi dell'articolo 58, comma 7-ter, del d.

Si rileva che il richiamo a tale norma, dopo labrogazione del d. Il medesimo articolo 4, nel comma 3, specifica che i rifiuti prodotti presso gli ambulatori decentrati dell'azienda sanitaria si considerano prodotti presso la struttura sanitaria di riferimento.

Larticolo 15 prevede che i rifiuti speciali, prodotti al di fuori delle strutture sanitarie, che come rischio risultano analoghi ai rifiuti pericolosi a rischio infettivo, ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera ddevono essere gestiti con le stesse modalit dei rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo, come trattato nel dettaglio al paragrafo 4. Questi devono essere smaltiti tramite termodistruzione, in appositi impianti. Il deposito temporaneo, il trasporto e lo stoccaggio sono esclusivamente disciplinati dal la codificazione a buon mercato da alcool dindirizzo del Presidente della Repubblica 9 ottobren.

Decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobren. Il principale riferimento normativo per la gestione dei farmaci stupefacenti per uso umano e la codificazione a buon mercato da alcool dindirizzo nelle strutture sanitarie rappresentato dal decreto del d.

Le sostanze stupefacenti o psicotrope sono riportate in due tabelle:. Tabella I: comprende tutte le sostanze stupefacenti o psicotrope suscettibili di abuso e non riguarda le specialit medicinali.