La cura di alcolismo in Murmansk è libera

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Colm per comprare gocce in Voronezh in una farmacia

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Come il soffitto di una chiesa bombardata! Living in a post-traumatic era! L'algebra morente del cielo. Kalashnikov collective live! Noi forestieri intercettiamo subito questo la cura di alcolismo in Murmansk è libera che sa di ultima frontiera. Che il Friuli sia una realtà speciale lo si capisce dalla perseveranza e dalla fierezza dei vecchi punkettoni locali come Ezio e Sandro, da quelli meno vecchi come Beppe, Pavel e La cura di alcolismo in Murmansk è libera gente che riesce a compattare le poche forze in campo, costruire occasioni di socialità autogestite e serate poetiche come quella che abbiamo trascorso a Udine.

Il nuovo Spazio Sociale sorge in una vecchia area militare dismessa, tutta in rovina. Per magia, i compagni e le compagne di Udine hanno messo in piedi una simpatica situazione hippie-punk da vecchissima scuola con cena seduti tutti al tavolaccio, a gustare dell'ottima pasta con gli asparagi è la stagione.

Il concerto si svolge semi-improvvisato, con mezzi di s fortuna, senza palco, sotto la luce bianca delle lampadine. Mixerino otto piste, una barriera di bancali per ovattare il suono della batteria che altrimenti esploderebbe in un frastuono, riecheggiante nell'immnenso casolare dove la cura di alcolismo in Murmansk è libera suona, a metà tra una stalla e una salina Il loro concerto va giù liscio come un bel bicchierone di vino artigianale bevuto a garganella: Sandro, Pavel, Beppe e Frisco che purtroppo non ha a disposizione una cassa spia per metterci il piede sopra e darsi un tono da metallaro mentre fa gli assoliassieme al nuovo arruolato Matko, sparano il loro punk veloce, come sempre ispirato ai Kina, con la la cura di alcolismo in Murmansk è libera che è propria solo dei saggi della rovina hc.

Noi suoniamo davanti alla Udine punk frizzante e gioiosa, felici di poter condividere la situazione di questo nuovo spazio occupato reso vivo dallo sbattimento delle ragazze e dei ragazzi presenti, e sottratto all'abbandono di una società che non sa che farsene Friuli punx.

Scarsa convinzione sulla correttezza armonica degli intervalli Dopo il concerto tutti a casa di Sandro a Cormons, a pochi passi dalla Slovenia. Sandro é un padrone di casa impeccabile e premuroso: si prende cura di noi.

Ci fa riposare e rifocillare, perché l'indomani ci attende una mattinata di duro lavoro: il giro dei bar a bere gli spritz. Non uno, non due, non tre, ma quattro bar. Non uno, non due, non tre, ma cento spritz! Uno tsunami di acqua e vino. Non parlate ad un friulano di quella cosa che nei locali degli aperitivi milanesi chiamano spritz: lo spritz vero è un bicchier di vino con un po' d'acqua dentro.

Al massimo ci puoi infilare una fetta d'arancia se lo spritz è rosso o di limone se lo spritz è bianco. Non è che devi avere molto per fare uno spritz: basta del vino e un rubinetto. A Cormons infatti lo trovi da tutte le parti: pure dal panettiere c'è un vecchio signore che ti fa un bello spritz dopo che hai comprato il pane.

Comunque sia, la giornata è bella, l'aria cristallina, e noi abbiamo parecchia sete. Rispettiamo senza fiatare il fitto tabellino di marcia al quale Sandro ci sottopone. Poi torniamo a casa del nostro condottiero, ma lui ha lasciato le la cura di alcolismo in Murmansk è libera a Frisco che nel frattempo è andato a far la spesa e quindi siamo chiusi fuori.

Sandro, che è previdente, mentre facevamo colazione, era andato a prendere il vino sfuso. Durante il pasto, Sandro ci intrattiene con racconti da vecchio punk di frontiera, di quando andava nella yugoslavia comunista a vedere i concerti, e rimaneva sorpreso di quanto all'epoca gli slavi fossero musicalmente più brillanti di noi, oppure delle sue gesta di calciatore semi-professionista, di quando l'intervallo tra un tempo e l'altro lo passava al chiosco con una birra in mano anziché nello spogliatoio Convivialità a Cormons Un commensale non-umano reclama il la cura di alcolismo in Murmansk è libera spritz Detto questo, belli carichi di umori friulani, saliamo sul furgone e sgommiamo verso Zagabria Siamo soliti immaginare le città come agglomerati di forma circolare, con un centro, una periferia, tante vie che dal centro portano alla periferia e alcune grosse strade che ne disegnano la circonferenza.

E' difficile orientarsi: quindi, ogni volta che ci mettiamo piede, ci perdiamo immediatamente. Con lo sguardo dei bambini spaventati, percorriamo la cura di alcolismo in Murmansk è libera solita strada sempre dritta che non porta da nessuna parte; ai bordi sorgono alcuni vecchi inquietanti edifici, esempi di brutale architettura socialista dell'epoca di Tito Matija ci accoglie al cancello dell'ACK Medica di Zagabria; l'incontro è tiepido, nello stile croato, lui è un po' in sbattimento, ma i croati li conosciamo, sono sempre un po' sulle loro, ridono poco, il più delle volte ti lanciano occhiate torve; sembrano perennemente sull'orlo di incazzarsi poi, a volte, si incazzano anche.

Uno di questi è un gigante rasato con il collo che sembra un tronco: piglio da capocurva, tuta da ginnastica e un sacchetto della spesa pieno di birre.

Sta seduto ai bordi del cortile con il suo la cura di alcolismo in Murmansk è libera, stappando una birra dopo l'altra L'Autonomni Kulturni Centar Medika. Nel frattempo è pronta la cena. Paese che vai, rancio che trovi! Se in Francia, negli squat, con ogni probabilità ti troverai davanti ad un piatto di cous-cous, nell'ex yugoslavia stai sicuro che mangerai E infatti eccola puntuale la zuppa bollente di cavolo e cipolle che ci rovesciamo regolarmente sui piedi prima che arrivi alla bocca.

Matija appoggia sul tavolo anche una bottiglia di plastica con dentro del vino bianco, precisando: " E' per voi, ma non è un granché Non è un granché? Cazzo, è dopobarba allungato! Succo di Arbre Magique!

Che bombetta! Bacco, dio del vino, vieni giù a berne un bicchiere e prendi atto di rappresentare anche questa categoria di liquidi che la gente locale chiama "vino"! Uno sporco mestiere Per questa tre giorni ad est, dato che Claudio aka Barba aka Pupazzo di Rakjia il tradizionale driver del collettivo non aveva ottenuto le ferie dal lavoro di bibliotecario con cui sopravvive complice uno sleale slittamento delle date ordito da Sartaabbiamo avuto modo di conoscere il losco figuro qui sotto ritratto.

Marco Carloni, professione driver. Si è presentato puntuale con il suo furgone dal grazioso arredo interno autoprodotto in mogano, armato di sacco a pelo e cuscino bianco nonché profumato per la notte. Peccato che quest'ultimo, cadendo accidentalmente nella prima fase di carico, sia subito finito sotto la ruota posteriore sinistra dell'automezzo, lordandosi in maniera invereconda.

Dura la vita del driver! Mister Marco Carloni nella malinconia di una squallida distro Tour report. Storie di alcool, droga e rock'n'roll E invece vi sbagliate, perché lo troverete: ve lo suoneranno la cura di alcolismo in Murmansk è libera grandi Northern Haze! Non avevano alcuna idea del futuro e del passato: la natura era l'unica divinità da amare e temere. Le strade di Igloolik.

I Northern Haze live! Sradicati dalle proprie tradizioni, impossibilitati a vivere un rapporto armonioso con la natura che li circonda, i nativi vengono afflitti dall'apatia, dalla frustrazione e dalla solitudine che lo stile di vita occidentale, a loro brutalmente imposto, comporta. L'abuso quotidiano di alcool e droghe diventa l'unico modo per evadere dallo spaesamento e dall'assenza di prospettive di una vita in mezzo al nulla.

La base la cura di alcolismo in Murmansk è libera ricerca Rothera sull'isola Adelaide, Antartide. Cambiamo polo, ed anche registro Qui non parliamo di nativi locali che in la cura di alcolismo in Murmansk è libera caso sarebbero pinguinima di ricercatori inglesi che, in preda alla disperazione, hanno fondato una rock-band per ingannare il tempo durante la notte antartica che dura circa 6 mesi ed allietare le serate, non certo frizzanti, degli abitanti della base.

I Nunatak sono formati da cinque inglesi un metereologo, un biologo, una guida polare e due ingegneri che vivono alla base permanente di Rothera, per studiare l'ecosistema locale e i cambiamenti del clima in Antartide. I Nunatak live al Polo Sud. I temi trattati nei testi dei Nunatak vertono sul fenomeno del riscaldamento globale e sulla in sostenibilità del nostro stile di vita per l'ecosistema terrestre.

Non siamo di fronte ad una band eco-radical primitivista, ma ci accontentiamo. Nel i Nunatak hanno avuto l'occasione unica di esibirsi di fronte ad un pubblico di gran lunga superiore a quello dei 17 colleghi che vivono con loro alla base di ricerca, in occasione del Live Earth.

Una curiosità: l'esibizione dei Nunatak non è stata la prima esibizione di una rock band sul suolo antartico: la band cilena dei Los Jaivas, nelha avuto la brillante idea di girare un video al polo sudsbarcando con un aereo nel Territorio Antartico Cileno e strimpellando un pezzo in playback, alla temperatura di gradi centigradi!

Un gruppo di idioti? Tra i materiali presentati spicca un interessante video prodotto nel dal Collettivo antipsichiatrico Senza Ragione e incluso nella serie Documenti di Folliain cui, attraverso l'uso di un crudo ed efficace bianco e nero prende corpo un disvelamento complessivo della pericolosa mistificazione della psichiatria, assolvente un ruolo cardinale nell'ambito dello Stato Terapeutico.

Tra le varie testimonianze proposte nel video spiccano quelle dell'operatore anti psichiatrico Giuseppe Bucalo e dello psicanalista Giorgio Antonucci, continuatore di Edelweiss Cotti, lo psichiatra promotore dell'esperienza di Cividale del Friuli e autore, con Roberto Vigevani, dello storico volume Contro la psichiatria E' Bucalo, con la consueta, spiazzante lucidità, a cogliere l'essenza della psichiatria nel sistematico e paradossale ribaltamento del diritto all'autodeterminazione, fondandosi essa sul mistificatorio riconoscimento di uno strutturale dislivello cognitivo tra il la cura di alcolismo in Murmansk è libera e il curato a favore del primo: per cui questi eserciterà la propria funzione contraddicendo sempre e in via di principio la volontà del secondo.

La nozione di malattia mentale, la cui diffusione è stata messa in opera dalla psichiatria risulta leggibile in parallelo a quella di peccato diffusa dal cristianesimo, essendo riuscita infine a sostituirne la centralità nella coscienza dell'uomo contemporaneo.

Come i procacciatori di streghe dei tempi andati, gli psichiatri odierni non si stancano mai di dare impulso alla diffusione della malattia mentale A completamento di questa presentazione il Kalashnikov Collective Headquarter ha rivolto alcune domande all'amico Dani, che ringraziamo per la sua disponibilità Innanzitutto grazie per l'interessamento e lo spazio che ci date per questa realtà nata da pochissimo nella nostra zona dove la gente è poca, ma grintosa.

Preferiamo rispondere a nome del Camap essendo un collettivo dove, tranne alcune naturali divergenze, la pensiamo allo stesso modo. Il Camap nasce dai deliri alcolici di un paio di amici, seduti al tavolo del bar. La cura di alcolismo in Murmansk è libera desiderio era ed è quello di pubblicare e condividere informazioni riguardanti gli abusi di potere perpetrati dall'ordine degli psichiatri, in particolare la pratica del Trattamento Sanitario Obbligatorio.

Sembra impossibile, eppure moltissime persone non hanno la minima idea di cosa sia e neppure immaginano che possa capitare anche a loro. Il blog, tramite contributi di qualsiasi tipo pubblicazioni scientifiche, citazioni, video musicali, poesie e qualsiasi espressione della cultura umana richiamabile al nostro pensierovuole soprattutto essere uno spunto per aumentare la consapevolezza delle persone.

Un'altra caratteristica importante è la libertà di partecipazione: l'idea nasce in Valcamonica, ma si estende a chiunque pensi che "sequestrare un individuo, considerarlo malato e curarlo contro la sua volontà è sbagliato". Da qui la voglia di fare controinformazione, sensibilizzare e sostenere uno degli obiettivi del Camap è quello di poter fornire assistenza, informazioni e aiuto ai reclusi dal TSO prima e dopo il trattamento.

Crediamo che il filone dell'antipsichiatria si sia arenato dopo la parziale chiusura dei manicomi: quando la polemica e il sensazionalismo di cui si nutre l'opinione pubblica si è naturalmente la cura di alcolismo in Murmansk è libera, l'attenzione è passata su altri argomenti e ancora una volta si è smesso di lottare. Allora perchè resta relegata in un angolo? L'ordine degli psichiatri è riuscito a mantenere il potere di cui è stato "divinamente" investito accettando a malincuore la chiusura dei manicomi.

Non posso più rinchiudere gli indesiderati? Beh, qualcos'altro lo si trova sempre. Infatti ecco pronti gli psicofarmaci: i poco estetici e discutibili lacci esterni vengono sostituiti da dei più eleganti inibitori, depressori, eccitanti e via dicendo. Finchè le industrie farmaceutiche saranno in mano ai privati, è naturale che ci sarà sempre il desiderio di inventare una nuova pillola, ancora prima di avere la malattia.