Sono diventato un alcolizzato a causa del marito dellalcolizzato

Mio Padre è un Perdente ma Qualcosa me lo ha Insegnato

Come smettere di fumare e bere rimedi di gente

Introduzione 1. Verso il paese delle meraviglie 2. Satchmo 3. Una primavera movimentata. BG senza occhiali 4. Duke 5. Fioriscono le bande; entra Norman Granz 6. L'uomo di Newport 8. Sydney Bechet 9. Un tipo simpatico Si decolla Dieci anni a Sanremo Stan e Woody Mulligan Lady Day protestata Garner dal vivo I grandi della batteria Un uomo chiamato Thelonious Tristano L'impossibile Miles Due giganti del sassofono Mingus Fatha Hines Un viaggio in USA A Newport e a New Orleans Altri Festival Archie Shepp Incontro con Joe Uno della Austin.

Introduzione Hai conosciuto John Coltrane? E che tipo era? Non so quante volte mi sono sentito rivolgere domande simili; solo il nome variava di volta in volta. Non che i miei interlocutori volessero da me unanalisi approfondita, uno studio psicologico: si accontentavano di molto meno.

Anche di sapere se il Tale antipatico o simpatico, se intelligente o tonto, se gentile oppure no. Ho sempre cercato di rispondere come meglio potevo alle domande che mi venivano rivolte, ma Sono diventato un alcolizzato a causa del marito dellalcolizzato fine mi sono dovuto chiedere: perch non rispondere una volta per tutte per iscritto, e cio con un libro?

Queste pagine sono nate cos. In esse ho cercato di scrivere un rapido diario di quarantanni vissuti in mezzo al jazz, e pi precisamente tra le quinte de jazz. A costo di sorprendere qualche famoso jazzman in pigiama. Nello scrivere mi sono giovato di una guida: le pagine di oltre trenta annate del mensile Musica Jazz, di cui sono stato, dal principio, e per ventanni, il Redattore capo, e quindi il Direttore.

In quelle pagine si ritrova il segreto di una memoria che altrimenti parrebbe prodigiosa; l, io e i miei amici abbiamo annotato mese per mese tutto ci che di rilevante accadeva nel mondo del jazz, in Italia e altrove; l sono contenute innumerevoli recensioni, reportages, interviste che, rilette, mi hanno restituito, con la vivezza del momento, le sensazioni, le impressioni che provai quando mi trovavo coinvolto negli avvenimenti.

Qualcuna delle pagine che seguono stata ripresa pari pari di l. In certi casi, infatti mi sarebbe sembrato di confezionare un falso se avessi tentato di riandare con la memoria, sempre un poco deformante, e con la mentalit di oggi, ad avvenimenti lontani.

Con molti ho avuto solo rapporti fugaci e non significativi; altri non ho avuto loccasione Sono diventato un alcolizzato a causa del marito dellalcolizzato incontrarli, per lo pi perch erano gi scomparsi di scena quando io cominciai a occuparmi di jazz. E mi riferisco non solo ai pionieri, come Jelly Roll Morton, King Oliver o Bix Beiderbecke, ma anche a uomini della successiva generazione come Fats Waller, Tommy Dorsey o Art Tatum, il quale ultimo fu da me scritturato quando ormai era troppo tardi: mor infatti poco prima che la sua ultima tourne europea, gi fissata, potesse iniziare.

Un ultimo avvertimento: con le indiscrezioni dissacratorie ci sono andato piano, come si dice. Considero gli uomini di cui si parla in queste pagine degli amici, e non intendo tradirli spettegolando sul loro conto con il cattivo gusto di certi settimanali. Mi limiter a raccontare tutto ci che ritengo utile alla comprensione della loro personalit. In realt io penso, in tutta sincerit, che sia stata per me una grande fortuna conoscere tanti artisti di rilievo e avere avuto tanto spesso il privilegio di applaudirli da vicino, seminascosto tra le quinte, o dietro un fondale di teatro.

Verso il paese delle meraviglie Per entrare nel mondo del jazz pagai cinque lire. Tanto costava il biglietto dingresso a uno dei concerti organizzati, ogni mese, dal Circolo del Jazz Hot a Milano.

Nellottobreper un ragazzo di diciassette anni quale io ero, quelle cinque lire dargento erano piuttosto pesanti, ma le pagai volentieri. Non so perch, qualcosa mi diceva che stavo compiendo un dovere. Di fatto, dopo quella sera mi considerai una specie di militante: non avrei mai immaginato per, fino a che punto mi sarei trovato coinvolto nel mondo del jazz, quante migliaia di Sono diventato un alcolizzato a causa del marito dellalcolizzato avrei pronunciato e scritto quello strano monosillabo, jazz, sul cui significato avrei avuto idee confuse per molto tempo ancora.

Ora so che, allora, cerano solo pochissime persone, in Europa come in America, che avessero le idee abbastanza chiare su cosa si dovesse intendere per jazz. Dopo tutto erano passati solo pochi anni da quando era apparso sugli schermi di tutto il mondo il primo film sonoro, che si intitolava Il cantante di jazz e che raccontava le melodrammatiche vicende di un cantante che col jazz non centrava per nulla.

Era Al Jolson: cantava tenendo le braccia spalancate, qualche volta semi inginocchiato, aveva una strana voce, fessa e squillante allo stesso tempo; per si esibiva con la faccia tinta di nero, le labbra pesantemente ripassate con la biacca e un parrucchino di lana in testa, come un minstrel, e poi aveva avuto a che vedere con George Gershwin, di cui aveva lanciato la prima canzone di successo, Swanee.

In quegli anni bastava meno per essere considerati cantanti o musicisti di jazz. Non va scordato che, per moltissimi, il Re del jazz era ancora Paul Whiteman. Con un vice in Europa: Jack Hylton.

Quando entrai nei locali del Lyceum, in Via Filodrammatici, dove si era appena insediato il Circolo del Jazz Hot, i giovani che vi trovai riuniti sapevano qualcosa di pi. Sapevano, per cominciare, che bisognava distinguere fra jazz straight e jazz hot e che solo questultimo meritava considerazione. In realt lo straight oggi si direbbe: il liscio non era affatto jazz, ma orecchiabile musica da ballo eseguita senza variazioni: commerciale, come si diceva allora.

Devo ammettere che a me lo straight piaceva moltissimo: avevo pi dischi di quel tipo che dischi hot. Lo confessai candidamente a un ragazzo che mi sedeva accanto quella sera, e che aveva pressappoco la mia et.

Si chiamava Peregrini. Non ti far sentire ammon. Per qui conta solo il jazz hot. Mi sentii molto square ma la parola, con cui gli amatori del jazz bollano i profani, quelli che non capiscono niente, lavrei imparata pi tardi, leggendo le riviste americane e fui pervaso da un grande desiderio di redimermi.

Dovevo svezzarmi al pi presto: e chiss che un giorno non sarei arrivato anchio a possedere venti differenti versioni di Ive Found a New Baby, come quel socio del circolo della cui discoteca Peregrini mi aveva dato notizie mirabolanti. Quella sera feci la conoscenza dei due fondatori e factotum del circolo: Giancarlo Testoni e Ezio Levi. Questultimo era anche un ottimo musicista dilettante; Testoni, che allora aveva ventitr anni, era invece soprattutto un missionario del jazz, un crociato. Uno che faceva programmi, spesso molto ambiziosi, e che si dava da fare per realizzarli, con mezzi sempre inadeguati.

Allinizio si erano aggregati a unassociazione gi esistente, il Junior Circle, costituito da giovani inglesi pensate che follia: in quel tempo a causa delle famose sanzioni economiche, tutto ci che era inglese era ritenuto esecrabilepoi si erano resi indipendenti, e avevano fissato la sede del neonato circolo nella sala superiore del Campari, in Galleria: una sala contigua a quella in cui, trentacinque anni dopo, avrebbe iniziato la sua difficile vita il Jazz Power, il primo locale jazzistico davvero internazionale che sia stato aperto a Milano.

Avevano redatto un bellissimo statuto - e giurerei che si tratt di un parto personale di Testoni, che a queste cose era portato - e ne avevano dovuto sottoporre il testo allapprovazione della Questura, necessaria per ottenere lautorizzazione a svolgere lattivit che si proponevano.

Quando arriv. Cera scritto testualmente che il principale scopo dellAssociazione era quello di Svolgere unattivit capace di servire il Jazz Hot in Italia.

Mesi dopo quell'articolo di statuto fu commentato con parole sferzanti da un corsivista del Popolo dItalia: era inconcepibile che degli italiani, ormai lanciati verso luminosi destini imperiali, potessero servire la causa di una musica straniera. La quale, poi, chi non lo sapeva? Quei paladini del jazz sarebbero stati stigmatizzati anche sulle pagine di Sono diventato un alcolizzato a causa del marito dellalcolizzato e Moschetto, il giornale dei GUF, i gruppi Universitari Fascisti: si trattava di gagarelli esterofili, ecco cosa erano.

Testoni e Levi non sembravano preoccuparsi troppo di certe censure. Muovendosi in una direzione opposta a quella indicata dagli uomini di regime, che predicavano lautarchia, il nazionalismo e la xenofobia, si erano subito adoperati per stabilire dei contatti con lestero.

I pionieri, evidentemente, sentivano il dovere di aiutarsi fra loro. Anche perch erano pochissimi. Oltre ai francesi, cha avevano costituito da un paio danni o poco pi lHot Club de France, e agli inglesi che animavano i Rhythm Clubs e che scrivevano pezzi sul Melody Maker uno di loro era Leonard Feather - un coetaneo di Testoni e di Panassi - che rimasto lunico critico di jazz della primissima generazione tuttora attivoi missionari del jazz erano delle rarae aves; anche in America si contavano sulle dita, tanto che bastava a contenerli Sono diventato un alcolizzato a causa del marito dellalcolizzato il Commodore Music Shop, un negozietto di dischi sulla 42a strada di New York dove si davano regolarmente convegno.

Quanto allItalia, oltre a quelli del Circolo del Jazz Hot, si dava un gran daffare Alfredo Antonino, che aveva una discoteca invidiabile dischi a 78 giri, si Sono diventato un alcolizzato a causa del marito dellalcolizzato con invidia e che nel gennaio del era riuscito a compiere un piccolo miracolo, dirottando verso il Teatro Chiarella di Torino nientemeno che Louis Armstrong, Sono diventato un alcolizzato a causa del marito dellalcolizzato da qualche mese girava per l'Europa.

Anche se qualcuno li aveva preceduti, quelli del Circolo del Jazz Hot erano davvero dei pionieri. Probabilmente si dovette proprio a loro il primo concerto di jazz italiano - presentato come tale, dinanzi a un pubblico pagante - che sia mai stato organizzato. Quella volta io non cero, perch avrei appreso dellesistenza del circolo solo qualche mese dopo: devo quindi accontentarmi di rievocare lavvenimento attraverso le parole Sono diventato un alcolizzato a causa del marito dellalcolizzato Testoni, che, anni dopo, su Musica e Jazz, raccont la storia del defunto circolo.

Il primo complesso che prese coraggiosamente parte a quel primo concerto del nostro circolo era costituito da Impallomeni trombaCottiglieri sax tenoreGallone clarino e sax baritonoLevi piano e DElia contrabbasso. In genere, artisti eccellenti, che da allora hanno fatto strada: ma vi assicuro che in quel lontano 14 marzo salirono sul palcoscenico del circolo Nuova Vita tremanti demozione.

Ricordo che, con apparente freddezza, li avevo esortati a fare del buon jazz, solamente del buon jazz: siate pi hot che potete.

In prima fila, tra gli spettatori, cerano i pi bollenti soci del circolo Il complessino inizi esitante, timido: fece dello straight pi che dellhot, e Sono diventato un alcolizzato a causa del marito dellalcolizzato Gallone a svisare, uscendo purtroppo, imperterrito fuori delle armonie del tema, con suprema disperazione dei suoi compagni. I quali, verso la fine del programma, cominciarono a scaldarsi davvero, suscitando gli applausi frenetici del pubblico. Nei mesi successivi si ascoltarono parecchi altri musicisti.

Kramer soprattutto: bench suonasse uno strumento poco adatto al jazz come la fisarmonica, era considerato, ed era, il primo della classe. Si ascolt anche un violinista negro americano, sconosciutissimo, ma accolto Sono diventato un alcolizzato a causa del marito dellalcolizzato un re: si chiamava Paul Jordan, detto Spade.

Pare che, per vivere, suonasse soprattutto musica tzigana. Ne fu redatta.